Fuggendo dalla pressa mediatica

‘A fataaaa!!!

Posted by on Mag 11, 2014 in Racconti | 0 comments

‘A fataaaa!!!

La bambina è pronta.
Le ho messo un vestitino leggero a righine bianche e blu.
Stamattina il caldo picchia forte.
La piccola mi tiene il broncio.

– Volevo andare al mare, volevo! –

Dice sfilando metodica gli ultimi fili sani della cintura del passeggino. Li ha quasi smantellati tutti, è il suo modo di dissentire le mie decisioni.

– Ti piace la pasta con il pomodoro? –
– Sì – sussurra alle piastrelle del pianerottolo.
– Allora bisogna andare a comprare tutto il necessario per cucinarla. –

Sistemo la mia piccolina sul passeggino, con una piccola spinta del piede fermo le ruote, non si sa mai…solo una rampa di scale separa la porta di casa mia dal portone del palazzo, ma non vorrei che la mia bambina la percorresse a testa  in giù.

Mentre controllo di aver chiuso il gas, la porta finestra sulla strada, che nessun rubinetto sgoccioli e…come sto vestita così!
Lo specchio mi rimanda l’immagine di una ragazza semplice ed elegante.

Negare che i complimenti facciano piacere è una posa di alcune donne.
Non so perché debbano affermare con forza questa cosa.
Sentirsi ammirata è bello. E passino anche gli esagerati…come li chiamo io!

Ma il Supermercato è lontano da casa.
Arrivarci alle dieci del mattino è stato piacevole a piedi.
Ma all’uscita, sopra l’asfalto si vede l’aria calda deformare i contorni delle case dall’altra parte della strada.
Per fortuna a pochi metri c’è una fermata dell’autobus.
Mi posiziono: due sacchetti colmi di spesa accanto al piede destro, altri due accanto al sinistro.
Il passeggino chiuso a ombrello tenuto come una Guardia della Regina nella garitta fuori da Buckingahm Palace tiene il fucile d’ordinanza.
La bimba sul braccio destro, la borsa sul sinistro.
Mi muoverò solo all’arrivo dell’autobus.

Non mi sento molto attraente così.

Pochi metri dopo la fermata c’è un semaforo.
Le macchine sfrecciano o rallentano.
Sono posizionata senza spazio di manovra.
Con mia grande meraviglia, i sacchetti della spesa, il passeggione, mia figlia…non fermano i complimenti lanciati delle macchine in corsa.
Le dodici e trenta.
L’una.
Arriverà questo benedetto autobus!!!

Le frasi, i toni, i modi sono vari e variopinti. Sì, fanno piacere ma…adesso sono un po’ stanca.
Sei questo, sei quello, ti farei di su, ti farei di giù…e intanto se ne vanno sulle loro macchine e a quest’ora saranno già nella frescura delle loro case, mentre io e la bimba ci stiamo sciogliendo sotto il sole.

Una Fiat 124 bianca.
Il ragazzo al volante rallenta, per definire le cose che farebbe insieme a me.
Ma anche perchè il semaforo tende al giallo.
Raccolgo le borse, in preda al temerario coraggio che a volte mi assale.
E’ più forte di me, e in quei momenti non mi resta che assecondarlo.
Arrivo al semaforo, la strada è deserta all’una passata. Il 124 è l’unica auto in attesa del verde.

– Ti piaccio così tanto?- chiedo al ragazzo al volante.
– Beh!!!..saiiii!!!…-
– Per me è un sì! Guarda, ho caldo è quasi un’ora che aspetto l’autobus che non arriva, visto che per me faresti qualunque cosa…accompagnaci a casa!-

Nel più assoluto silenzio percorriamo la strada fino a casa mia.
Ha finito la gamma dei complimenti.
Il ragazzo suda copiosamente, ferma la macchina sotto il portone, mi aiuta a scendere le borse, la bambina e il passeggino.
Rapidamente risale in macchina, retromarcia da Gran Premio e sparisce.

Eh!!! Sì!!!

I complimenti fanno sempre piacere e alzano l’autostima!

 

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