Fuggendo dalla pressa mediatica

Cieli di Marzo

Posted by on Apr 25, 2014 in Racconti | 0 comments

Cieli di Marzo

Dai cieli di marzo puoi sperare l’estate.
Vestiti bianchi, tende dai colori accesi e trasparenti appena mosse dal vento della sera.
Sul muro opaco ancora caldo di sole, le ombre.

Conversazioni sommesse.
Uomini  scuotono la cenere dalle sigarette chini sulle donne sedute su sedie di vimini, le ginocchia raccolte avvolte dalle braccia.
Come una nebbia autunnale che sale dai prati appena arati si respira la speranza.
Rimane come la nebbia, in uno strato sottile ma visibile tra le parole, le frasi che si scambiano gli uomini e le donne lì, tra il muro e la tenda.

Nei  loro abiti grezzi ed eleganti, sembrano essere lì solo per quel momento a deciderne il futuro, e poi non ci saranno più con la noncuranza del loro vivere leggero.

Attraversano periodi attimi sempre compresi nel loro ruolo e per questo inafferrabili.

Non vedi i loro volti, sono girati a parlare tra loro, o chini ad ascoltare un altro.
Puoi intuirli da come scostano i capelli e ne intravedi solo il profilo.
Capisci da come accavallano le gambe o gettano indietro la testa, ridendo, quanto sia importante che loro siano lì  fluenti e leggeri.

Piano rimetti a posto il mezzaro dal quale li stavi guardando.

Pensi a quale tra i tuoi vestiti è simile ai loro, allo specchio tiri su i capelli rigirandoli, li raccogli, ma come fanno a farli così?
Ma nulla è come il loro, lacrime di rabbia e togli tutto!

Piccola, aspetta.
Ascoltati e ascolta, comprendi senza fretta nei giorni accesi che verranno, ricchi e lenti.

Un’estate e avrai il tuo vestito, saranno i tuoi capelli a splendere, un’estate…

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