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Compagnia Teatrale “La Torretta”: la cultura del dialetto.

Posted by on Apr 20, 2016 in Intorno a noi | 0 comments

Compagnia Teatrale “La Torretta”: la cultura del dialetto.

“La Torretta” è una delle Compagnie Teatrali attive a Savona.
Le sue rappresentazioni sono caratteristiche del Teatro dialettale.
Un modo di fare Teatro rivolto ad un pubblico più racchiuso, rispetto al Teatro Classico.
Un pubblico che si riconosce nella particolarità del linguaggio, dei modi di dire e di fare che lo rappresentano forse più intimamente.

Lorenzo Morena, Presidente della Compagnia Teatrale “La Torretta”, racconta la vita di una Compagnia Teatrale dialettale.

Signor Morena, quando è nata la Compagnia Teatrale “La Torretta”?

La Compagnia è nata nel 1980, nell’ambito dell’allora Teatro dei Salesiani.
I suoi attori provenivano sia dalla Filodrammatica dei Salesiani, che da altre Compagnie Savonesi, come ad esempio il “Piccolo Teatro” diretto da Luciana Costantino.

Quale vostra esigenza artistica avete seguito formando la Compagnia “La Torretta”?

In quel periodo, una delle “molle” essenziali era portare sul palco commedie dialettali.
Perché nel decennio precedente, parliamo degli anni settanta, stava nascendo in Italia l’esigenza di riscoprire le tradizioni legate alle culture locali.
Il passaggio non è stato immediato: per un certo periodo, abbiamo alternato spettacoli in lingua italiana a spettacoli recitati in dialetto.
Fino a quel momento, le Compagnie recitavano quasi prevalentemente in italiano, per raccogliere i consensi del maggior pubblico possibile!
Forse questo accadeva perché, nel primo dopoguerra, il dialetto era prevalente in ogni Regione Italiana.

Il salto verso il nuovo, portato dalla formazione della nostra Repubblica, aveva relegato il dialetto a lingua popolare, parlata solo da persone semplici.
Parlare principalmente in italiano era un modo per elevarsi, sentirsi importanti e più adeguati ai tempi che stavano cambiando.
Ma più forte fu il richiamo delle radici!
Verso il quale, un contributo significativo fu dato dalla televisione e dal cinema.
La televisione, che in quegli anni aveva ancora a cuore la cultura degli italiani, trasmetteva, accanto agli sceneggiati tratti dai classici del Teatro e della Letteratura mondiali recitati in italiano, opere dialettali di varia origine regionale.
Ricordiamo a questo proposito, le serate dedicate al Teatro di Eduardo o di Gilberto Govi.
E in quel momento storico, in cui la migrazione interna in Italia rappresentava una realtà di grande forza e impatto nel nostro sociale, conoscere le differenze tra le varie Regioni, i diversi comportamenti, le abitudini, attraverso le trasmissioni televisive, permetteva di capirci un po’ di più.
Questo è stato uno dei passi verso l’integrazione tra noi Italiani, spaesati in un Paese ancora tutto da ricostruire!

Da questo suo punto di osservazione, possiamo affermare e capire come anche il Teatro, possa far parte della cultura di un Paese.

La lingua italiana è la nostra lingua veicolare. Uguale e comprensibile in ogni Regione.
Ma i dialetti hanno radici lontane! Alcuni loro termini sono testimonianza di antiche dominazioni. Parlano, per questo, di modi di fare, di vivere, di pensare unici e per ogni Regione.
Perderli sarebbe cancellare i luoghi da dove proveniamo, le persone che ci hanno preceduto!
Mantenerli vivi, anche attraverso i Teatro Dialettale, è riconoscersi in un preciso luogo, senza dimenticare che è parte di un Paese intero.
La cui rara bellezza sta nell’unione delle differenze!

Ad esempio per quello che riguarda Savona, molti termini marinari, alcuni piatti tipici della sua cucina (non dimentichiamo che anche la cucina è cultura!) provengono in gran parte dalla lingua Araba.
E si sono inglobati, nella formazione del nostro dialetto, nel nostro essere Savonesi e, ancora di più, italiani.

                                           

La Torretta "Quale tipo di pubblico assiste alle vostre rappresentazioni?

Il nostro intento sarebbe di rivolgerci a tutti i Savonesi e anche i non Savonesi!
E’ questa una delle ragioni per cui gli spettacoli sono programmati al sabato sera e replicati la domenica pomeriggio!
Agli spettacoli serali, assiste un pubblico prevalentemente giovane, anche se in compagine meno numerosa rispetto alle domeniche pomeriggio…che vede la presenza di savonesi più…in età, per ovvie ragioni!
Ho notato che il pubblico giovane si avvicina al Teatro Dialettale con una certa titubanza, che ne determina le reazioni più lente e più composte rispetto allo spettacolo.
Applaudono di meno, hanno bisogno di più tempo per entrare in sintonia con la rappresentazione, i suoi termini, le sue battute.
Ho la sensazione che vogliano avvicinarsi, mantenendo al tempo stesso un distacco. Come se il dialetto fosse per loro qualcosa di…misterioso, inspiegabile!
A consolazione da parte di chi recita, notiamo che il pubblico del sabato sera è in incremento costante rispetto a qualche anno fa!
Lenta ma inesorabile (proprio come i liguri…) la radice regionale starà espandendosi tra i nostri giovani? Vedremo!                                                                                                             
La 
domenica pomeriggio riscontriamo nel pubblico più…maturo…reazioni immediate!
Questo mi fa pensare che il pubblico della domenica pomeriggio ha più spontaneità nel  ridere e divertirsi, si immedesima più facilmente in ciò che vede e ascolta! Perché è parte del suo vissuto più lontano! Da bambini, ne sono certo, la maggior parte di loro parlava solo dialetti, in famiglia!
Mentre il pubblico del sabato sera, pur comprendendo il dialetto, non ha più il modo di parlarlo correntemente il casa.
E’ questa, forse, la ragione della “distanza” dalla rappresentazione, ascapito dell’imediatezza delle reazioni e, quindi, del divertimento!

Le vostre Commedie sono rappresentate anche fuori Savona?

Vengono rappresentate, oltre che nel nostro Teatro ” Don Bosco” con sede in via Piave a Savona (gli storici Salesiani, per capirci con i Savonesi), anche in provincia di Savona, di Genova e nel Basso Piemonte. In qualche caso ci siamo avventurati anche nella Provincia di Imperia!

Come reagisce il pubblico?

Proporzionale a due aspetti: l’abitudine alla tradizione, che esiste nei luoghi in cui rappresentiamo le nostre Commedie, di assistere a rappresentazioni teatrali ed alla semplicità ed età anagrafica delle persone!

La stessa Commedia, come è accaduto, può avere enorme successo in un paesino, e risultare indifferente in un altro.
Questo dipende da arcaiche usanze, rivalità territoriali, pregiudizi presenti nell’ambito della provincia e della Regione stessa.
Che comunque, anche loro, fanno parte delle nostre tradizioni più antiche!
Quanto osservo in queste occasioni, mi fa riflettere come il Teatro, la cultura, possano essere uno dei modi per superare i pregiudizi.
E’ il motivo per cui continuo a propormi, come Compagnia Teatrale, in più ambiti regionali e anche oltre i nostri confini!

Cosa si aspetta dal suo impegno per il futuro?

Più che aspettarmi qualcosa, ho un sogno, un desiderio: stabilire una continuità al mio impegno.
Sia sotto l’aspetto della rappresentazione dialettale, sia riguardo alla prosecuzione dell’attività della Compagnia.
Sto lavorando in questo senso, per cercare e creare sostituti in grado di proseguire il cammino intrapreso!

 Mi piacerebbe facessero parte del pubblico del sabato sera…al teatro “Don Bosco” in Savona!
Vi aspetto!!!

 

 

 

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