Fuggendo dalla pressa mediatica

Il giorno della memoria

Posted by on Mar 25, 2014 in Intorno a noi | 0 comments

Il giorno della memoria

Niente va come dovrebbe andare, tutti si lamentano e il futuro è un nuvolone nero. Va bene abbiamo capito, e allora? Che fare?

Un giorno della memoria.
Per non dimenticare.
Ciò che dovremmo tenerci a mente appuntato in un post-it perenne sulla fronte : siamo qui grazie a chi ha lottato per noi.

Chi ci ha preceduto per consegnarci la libertà di vivere e scegliere ha saputo liberarsi del suo passato e aprirsi al futuro.
Cosa di cui noi non siamo capaci.
Restiamo ancorati a conquiste ottenute da altri incapaci di andare oltre.
Statici, passivi, in attesa di qualcosa che dovrebbe arrivare da altro da noi.

Chi ci ha preceduto, consegnandoci la libertà conquistata a volte a costo della vita voleva farci il regalo più grande: attraverso la sua esperienza superarlo e vivere ancora meglio il nostro futuro.

Ogni tanto ci vengono in mente, così raduniamo qualche autorità, una banda di paese e chiamiamo la televisione per far sapere a tutti che ricordiamo, oh! se ricordiamo!
L’autorità capo in resta snocciola la sequela di frasi fatte intrise di retorica, spalmandole sugli astanti come pomata analgesica atta a vivere il presente senza dolore.

Il dolore che darebbe capire che non abbiamo capito niente.
E’ un dolore lancinante.
Ma già provarlo darebbe una scossa al nostro sistema nervoso assuefatto a subire qualsiasi cosa senza battere ciglio.

Ci permetterebbe, la spinta a non volerlo sentire più, di fare il primo passo in avanti.

Non volevano che le loro conquiste fossero per noi un punto di arrivo, sul quale accoccolarci per covare sicurezze.

Volevano dire: Ecco, guarda di cosa sono stato capace! Un essere umano come te, con paure e fragilità, pieno di incertezze alle quali non ho permesso di dominare la mia vita.
Non è la conquista in sè che ti consegno, sarebbe troppo semplice!
Ma la forza di non accontentarti di ribellarti alle ingiustizie che inevitabili si ripresenteranno.
Di capire cosa tenere e cosa lasciare.
Ma più importante di tutto il coraggio di cambiare.

 

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