Fuggendo dalla pressa mediatica

Il mio bambino ha SEMPRE ragione!!!

Posted by on Feb 17, 2018 in Intorno a noi | 0 comments

Il mio bambino ha SEMPRE ragione!!!

Fare l’insegnante, secondo gli ultimi fatti di cronaca, è un mestiere che mette a rischio la propria incolumità.
Nell’esercizio delle loro funzioni educative, maestri e professori si espongono alla possibilità di ricevere, da parte dei genitori dell’alunno al quale si tenta di insegnare la materia, e l’educazione, insulti, sganassoni, fino a pestaggi che li riducono all’ospedale in prognosi riservata.

Genitore ed insegnante dovrebbero essere gli adulti che si prendono cura dell’educazione del bambino, affinché diventi, lui stesso, adulto.

Una responsabilità non indifferente: i bambini, gli adolescenti di adesso, saranno gli uomini, le donne, i cittadini di domani.

Quale metodo educativo seguono i genitori che schiaffeggiano gli insegnanti dei loro figli?
Quale esempio di adulto, offrono, ai loro figli?
Un adulto capriccioso, intollerante, incapace di esporre le proprie ragioni ( perché ci deve essere una ragione se uno si parte di casa per schiaffeggiare qualcun altro) esprimendo il proprio pensiero. Ricorrendo, invece, alla violenza, così cara alla barbarie di tempi che ci si augurerebbe ormai relegati  nella Storia.

Senza andare troppo indietro nel tempo, proviamo a pensare a quando noi eravamo alunni.
Come vivevamo il rapporto con gli insegnanti? Erano figure da rispettare, senza se e senza ma. Le cui decisioni in merito al nostro rendimento scolastico  e disciplinare erano insindacabili.
Ai nostri genitori, altro non restava che prenderne atto, e comportarsi di conseguenza nei nostri confronti.

A noi alunni, non era permesso esprimere un parere, magari un disagio: venivamo immediatamente zittiti come bambini difficili.
Bollati per gli anni scolastici a venire.
Ma davvero filava tutto così liscio?
Proprio per niente!
Esistevano già allora insegnanti capitati per caso in questa professione difficile e bellissima! O che avevano un’idea rigida riguardo all’insegnamento e all’educazione dei giovani.
Il mondo stava cambiando, e loro non se ne rendevano conto. L’autorità cominciava a non essere più percepita come infallibile.

Il pensiero che gli alunni non fossero “solo bambini” ma persone con la loro unicità, anche nelle fasi di apprendimento scolastico, iniziava a farsi strada nelle menti più aperte. In nome di un’educazione non più subita, ma partecipata attivamente da parte della famiglia, degli insegnanti a favore del migliore sviluppo delle capacità scolastiche e individuali dei bambini.

Così nacquero i Decreti Delegati: un modo di mettere in relazione famiglia e scuola.

Per un po’ sembra aver funzionato.

Ma come per altre espressioni di un cambiamento sociale in atto, la cui evidenza non poteva essere repressa, è degenerato negli anni.
Quello che doveva essere uno strumento di dialogo, è stato disperso.
Per indifferenza, incapacità di essere utilizzato al meglio, semplice pigrizia.

Ha creato purtroppo, i genitori picchiatori.  Dei mostri.

i mostri

 

 

Come nell’omonimo film di Dino Risi, anno 1963.
Dove Ugo Tognazzi nell’episodio “L’educazione sentimentale” , interpreta un padre che insegna al figlio le sue personali regole di vita: la prevaricazione, la furberia, l’incuranza delle regole. Fino all’epilogo, dove finisce sul giornale, in un trafiletto di cronaca nera, come padre ucciso dal proprio figlio per soldi.

 

 

 

I Genitori, la Scuola.
Si dice che sia nelle loro mani, la formazione della personalità dei bambini, dei ragazzi.
In parte, magari è vero.
Ma è anche vero che si nasce, con una propria personalità. E a volte non somiglia per niente ai propri genitori. O all’idea che si sono fatti di noi, genitori ed inseganti.
Mi piacerebbe chiedere al ragazzo il cui padre ha picchiato l’insegnante, cosa pensa del comportamento del genitore.
La risposta potrebbe essere sorprendente!

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