Fuggendo dalla pressa mediatica

Il momento di uccidere – John Grisham

Posted by on Mar 18, 2018 in I Miei Libri | 0 comments

Il momento di uccidere – John Grisham

 

 

TRAMA

Siamo in Mississippi.
Due balordi bianchi, dopo aver stuprato una bambina di colore di soli dieci anni, l’abbandonano in piena campagna.
Tonya, questo è il suo nome, è ancora viva.  Viene soccorsa e riportata a casa.
Carl Lee Hailey, il suo papà, è sconvolto. Al punto di uccidere i due disgraziati giovani.
In quel momento, le azioni di Carl Lee sono dettate dalla perdita del dominio di sé stesso, o dall’ amore verso Tonya e, di conseguenza, dal desiderio di giustizia?
Una domanda alla quale deve rispondere la Giuria chiamata a giudicarlo. Ma più di tutti, Jack Brigance, l’avvocato bianco che assume la sua difesa.
Grisham, come sempre, solleva inquietanti interrogativi etici, umani, sociali. Ai quali non ci sono facili risposte. Ogni lettore dei suoi romanzi, ne darà una sua personale.

 

INCIPIT LIBRO

 

” Meritavano di morire e spero brucino all’ inferno…L’ America è un muro e tu stai dall’ altra parte…Tutta la mia vita è in mani bianche. Ma come fa un poveraccio di nero ad avere un processo giusto col nemico seduto sui banchi di giudici e giuria?”
Nel  libro si sviluppa molta tensione a causa di due faide contrapposte. Da una parte il Ku-Kux-Klan che chiede giustizia per i due bianchi brutalmente assassinati, dall’ altra le associazioni dei neri che vanno in difesa di Carl Lee. Per placare il caos dei manifestanti ci si mette di mezzo pure l’ Esercito, oltre che la polizia. Tutto questo mentre la vita di Brigance, avvocato difensore di Carl Lee, va in pezzi.
Minacciato dal K-K-Klan, ( gli brucia pure la casa ), per il fatto che difende un uomo di colore, decide di allontanare moglie e figlia.
E’ una lotta impari tra il giovane avvocato e l’intera città.
Grisham, sostiene  la necessità di avvalersi della pena di morte come condanna degli omicidi allo scopo di evitare che l’offeso si faccia giustizia da sé.
Un dilemma amletico che l’avvocato scioglierà con una difesa assolutamente eccezionale.
Un racconto analitico, dettagliato e scrupoloso di come si sono svolti i fatti che hanno dato origine ai due omicidi.
Una descrizione veramente da rabbrividire, atroce.
Non una narrazione ma una fotografia d’una crudeltà e di un verismo che prendono alla gola il lettore.
I giurati sono chiamati ad ascoltare ad occhi chiusi, in questa maniera non si può distinguere il bianco dal nero, il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto.
Ma è veramente il colore della pelle che differenza le razze a distinguerli come i buoni dai cattivi?
L’autore cerca, insieme ai suoi lettori,  una risposta che è e deve essere la risposta di ieri, di oggi. Di domani.

 

DA LEGGERE PERCHE’

 

 

carl lee e jackIl momento di uccidere è uno di quei libri che ti spiace aver finito di leggere.

Vorresti trattenere i personaggi accanto a te,  saperli presenti nella tua vita, perché sono ormai un punto di riferimento.

Il cuore si solleva leggero leggendo pagina dopo pagina, parola dopo parola,  del comportamento di Jack Brigance, l’avvocato difensore di Carl Lee Hailey, sia nella sua professione che come uomo.

L’autore gli contrappone Lucien e il collega avvocato divorzista Harry Rex: disillusi, cinici senza speranza in se stessi e proprio per questo, nella parte migliore dell’umanità.
Jack non li giudica mai. Semplicemente non li adula, non risparmia loro la verità, la sua fermezza nel non voler ricorrere alle vie più facili per raggiungere la sua meta: difendere un padre, un uomo che ha commesso sì un’azione sbagliata. Ma spinto da un motivo più alto, più nobile dell’azione stessa.

Grisham pone anche Jack a confronto con quella che potrebbe essere la sua zona d’ombra. Fa arrivare in città Ellen, avvocato preparato, donna libera, attraente, intrigante. Che non nasconde la sua passione per Jack.
Jack è tentato da lei, come non potrebbe esserlo? Ma più forte della passione momentanea è l’amore per Carla, per sua figlia Hanna, per tutto quello che insieme a loro ha cominciato a costruire.
C’è un breve dialogo che riassume la differenza sostanziale tra Jack e Harry Rex, il collega divorzista. Harry nota l’interesse di Ellen per Jack, e gli chiede come mai indugia ancora a cedere a lei . “Non sono mica matto!” risponde Jack. “Sei matto se non vai a letto con lei!” ribatte Harry.
Sta in questo breve dialogo tutta la sostanza del libro: il coincidere della morale privata con la morale pubblica di coloro i quali sono preposti a fare rispettare le leggi, a cercare con ogni mezzo possibile di dare luce alla verità, alla giustizia nella vita collettiva e sociale.
E la domanda che pone Grisham con il suo libro è proprio questa: è possibile per chi ha una condotta immorale nella vita privata, saper distinguere il bene dal male quando è chiamato a decidere per la collettività?

Grisham sceglie i suoi personaggi tra le persone comuni. Come Barry Acker, il portavoce della Giuria, assalito da alcuni membri del Klan, con l’intento di intimorirlo, e di fare in modo che sia la paura di eventuali ritorsioni verso la sua famiglia il fattore determinante per orientare il verdetto verso la colpevolezza di Carl Lee.
Ma Barry tace, e fino a quando non consegna un foglietto con il numero di telefono della moglie alla guardia del Tribunale per farla avvertire di mettersi in salvo, non sappiamo cosa abbia deciso.
Barry attende il momento giusto per sapere al sicuro la sua famiglia e poter decidere così senza essere condizionato dalla paura di ritorsioni.
Un atto eroico nella sua semplicità.
Perché, per Grisham, il vero eroe è l’uomo comune che , messo davanti ad eventi traumatici della sua vita, riesce comunque a non perdere di vista i valori in cui crede, a non cedere al lato oscuro che ognuno di noi possiede.
A vincere innanzitutto su se stesso, prima che sugli altri.
Altro personaggio commovente nella sua semplice umanità, è Wanda, la giurata che perde il sonno la notte prima di emettere il verdetto, cercando una soluzione al blocco di fronte al quale si trova la Giuria.
Ne cerca i motivi, e scopre che sono lì, davanti a tutti, nella loro chiarezza, in una semplice domanda : e se fosse bianca, la bambina violentata, anziché nera? Attirando l’attenzione dei Giurati su un principio morale poco praticato: mettersi nei panni degli altri.

Il momento di uccidere, è un libro che pone il lettore di fronte all’eterno dilemma: come fare la “cosa giusta”?
Come saperla innanzitutto individuare, distinguere tra le mille sollecitazioni diverse e contrarie dell’animo umano, dell’ambiente, della società?
Con il coraggio di saperla guardare negli occhi. Con il coraggio di non fuggire di fronte alle responsabilità. Con il coraggio di evitare le vie più facili, e per questo senza autenticità e valore nella vita, la propria e quella di coloro che vivono con noi e intorno a noi.

Un coraggio che, come racconta Grisham, si trova in ognuno di noi. Basta saper ascoltare ciò che per noi vale davvero.
E che rende straordinarie anche le persone più semplici.

 

E tu cosa ne pensi?

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