Fuggendo dalla pressa mediatica

L’avventuroso viaggio del Costa del Sol prima parte

Posted by on Apr 9, 2018 in Intorno a noi | 0 comments

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Targa posta nella Darsena di Savona, il 6 dicembre 2014, a cura del Sodalizio Siculo Savonese e di Assonautica, in ricordo del brigantino Costa del Sol.

( La data della fine del Costa del Sol è il 14 aprile 1994, nella targa apposta è stata corretta)

Andiamo indietro nel tempo. Immaginiamo un uomo che viveva in un luogo affacciato sul mare, scrutare l’orizzonte chiedendosi, forse, cosa esistesse oltre quella linea tra cielo e terra.

Con il suo desiderio di conoscere, di scoprire, costruì la prima barca e prese il mare affidandosi ai venti, alle onde, al destino. Contando solo sulle sue forze per affrontare un viaggio verso quello che era ancora ignoto.

Dopo di lui, altri seguirono la sua rotta, ne tracciarono altre. Costruendo vie sopra la superficie profonda del mare. Percorse per tracciarne di nuove, scambiare merci, conoscere altri popoli.

La Storia dell’umanità è un continuo viaggiare dalla notte dei tempi.

Vedere per tanto tempo una nave ferma in porto, suscita domande in un animo sensibile come quello di Renato Allegra, Presidente del FilmStudio e vice Presidente del Sodalizio Siculo Savonese.

Che all’avventurosa storia del Costa del Sol si è appassionato.

Signor Allegra, lei è savonese?

Sono savonese d’adozione. La mia città natale è Catania. Sono arrivato a Savona dopo un breve periodo a La Spezia, da 50 anni sono cittadino savonese.

Come l’ha accolta Savona?

Il mio trasferimento a Savona da La Spezia è avvenuto in piena adolescenza.
Spostarsi è sempre un’incognita.
Avevo 16 anni, poteva risultare un trauma, invece ho conosciuto compagni di scuola che da subito mi hanno coinvolto nelle loro attività extrascolastiche, come suonare uno strumento musicale, giocare a biliardo, a flipper e a tarocchi.
Ci ritrovavamo al Caffè Euterpe, che poi era invece un’Osteria. Nel retro provavamo le nostre canzoni. Insieme a me facevano parte del gruppo di amici Felice Rossello, Roberto Nasuti e i fratelli Amicarelli. Talvolta anche Carlo Freccero e Tatti Sanguineti.
Ma la cosa più bella accadutami a Savona è stata incontrare, come compagna di banco, la ragazza che poi sarebbe diventata mia moglie, l’amore della mia vita!

Costa-del-Sol-1-1Come è venuto a conoscenza dell’esistenza del brigantino Costa del Sol?

Circa trenta anni fa, nel periodo in cui lavoravo in Banca.
Si presentò da me un giorno un Capitano di mare, Alexandor Stavros Mylonardis, nato a Chio, in Grecia. Stessi natali di Omero. Chiedeva la possibilità di accedere ad un prestito in attesa di conoscere le intenzioni della Capitaneria e del Tribunale di Savona circa le sorti del suo Brigantino, il Costa del Sol appunto.
Fermo in porto per una serie di questioni legali.
Mi colpì la sua tenacia, la risolutezza con la quale credeva fermamente di riprendere il mare con il suo brigantino al più presto.

Quale è stato il motivo che l’ha poi fatta appassionare alla storia del Costa del Sol?

L’idea del navigare, del muoversi, creando ponti immaginari tra un luogo e l’altro. Per scoprire nuova umanità, per mantenere contatti, sviluppare conoscenze. Per non perdere ciò che vale, le cose le persone che amiamo.
Il brigantino per ragioni di sicurezza venne tirato in secco in Piazza d’Alaggio dove restò fermo per molti anni.
Stando fermi all’ancora non si parte. Non si evolve e chi non evolve dal proprio passato non potrà mai dire di aver davvero vissuto.

Quale rapporto ha con Savona la storia del Brigantino?

Partiamo dal mio rapporto con Savona.
Un città che non conoscevo mi ha dato accoglienza, amicizie, amore. In maniera quasi inconsapevole! In netto contrasto con la sua indole apparentemente ostica, chiusa.

Qui ho trovato invece movimento, possibilità, crescita personale. E ho riversato tutto questo patrimonio umano per me molto importante nel lavoro, negli interessi, nelle attività e iniziative prese per ricambiare un affetto ricevuto così intenso.

Quindi conoscere la storia del Costa del Sol è un modo per conoscere meglio Savona?

Penso che se seguiamo con attenzione le vicende del Brigantino, riusciamo a capire meglio, forse, i motivi di alcune chiusure, di certe staticità. Savona è una città di mare, un porto. Dovrebbe avere una vivacità e un movimento che purtroppo hanno poco riscontro con la realtà.
Appassionarmi alla storia del brigantino, è  stato per me un modo di cercare di scoprire i motivi della presunta immobilità savonese.
Savona, invece, in certi ambiti è una città molto attiva.
Una maggiore valorizzazione di questi aspetti  le porterebbe  la vivacità necessaria ad attirare su di lei la giusta attenzione, a mio avviso.

Come ha inizio la storia del Costa del Sol?

Con la sua costruzione, naturalmente! Di cui questi sono i passi salienti:
CRONOLOGIA
1908 Il motoveliero armato a brigantino a nome Violetta R. Lunghezza 34,72 Larghezza 7,35 Stazza 224,19 tonnellate esce dal Cantiere navale Donnarumma Michele di Torre del Greco,quale mercantile adibito a trasporti di sabbia e altro con carico fino a 600 tonn.
1926 29 novembre: Il brigantino goletta Violetta R -188 tn viene venduto (80.00 lire) al Sig. DE PIRRO Gaetano fu Francesco. Il brigantino diventa “FERNANDA” e comincia ad effettuare viaggi triangolari fra Savona Olbia e Livorno con trasporto di sale, argilla e caolino e dalla Sardegna sughero e canne(??) Attrezzato con motori 70 cv DEUTZ velocità 7 miglia /h e con equipaggio di 6-7 unità

1953 Estate ..diventa set di due film che vengono girati a distanza di poche settimane :

Il Tesoro di Montecristo (1954)
Regia di Robert Vernay. Con Jean Marais, Lia Amanda, Noël Roquevert. Genere Avventura, b/n, 97 minuti. Produzione Italia, Francia 1954.
Cast: Paolo Stoppa Roger Pigaut Daniel Gélin Jean-Pierre Mocky Folco Lulli Gualtiero Tumiati Noel Roquevert Jean Marais Lia Amanda
Il capitano di vascello Edmond Dantès (J. Marais), vittima di una falsa accusa, è rinchiuso nel castello d’If dove l’abate Faria (G. Tumiati) gli rivela l’esistenza di un tesoro nascosto di cui Dantès si impadronisce dopo essere evaso. 1a parte.
Seguita da:
La Vendetta di Montecristo (1954) (Le comte de Monte-Cristo) Regia di Robert Vernay. Con Jean Marais, Lia Amanda, Noël Roquevert. Genere Avventura, b/n, 86 minuti. Produzione Francia 1954. Cast: Noel Roquevert Lia Amanda Roger Pigaut Jean-Pierre Mocky Gualtiero Tumiati Louis Seigner Jean Marais Folco Lulli Paolo Stoppa
Illustrativo e decoroso, ma senza energia né brio. Anno: 1954 Nazione: Francia/Italia Durata: 98′ Regia: Robert Vernay

1973 14 settembre Nel corso di una crociera da Ventimiglia a La Spezia un’avaria(??) lo costringe a riparare nel porto di Savona.
21 settembre 1973 Il veliero, è ormai affondato fino al parapetto nei pur modesti fondali de “Coeu du boeu” (coin de boi : l’angolo di scarico del legname) Per ragioni di sicurezza viene tirato in secco in Piazza d’Alaggio.

31 agosto 1976 La procura della Repubblica di Lucca pone sotto sequestro il motoveliero per violazione dei traffici marittimi e ne ordina la vendita, dando mandato alla Dogana di Savona (24 novembre 1976)
28 gennaio 1977 Il consolato di Panama conferma all’Ente Porto Savona che l’unico proprietario del motoveliero è il comandante Mylonadis
9 maggio 1977 Il tribunale di Lucca pronuncia la sentenza di dissequestro.

18 aprile 1979 Il Mylonadis avanza richiesta per l’acquisizione dei materiali che consentano il ripristino e il nulla osta ai lavori secondo il progetto a firma del Maestro d’ascia Mario Olivari. 14 maggio 1979 Nella procedura esecutiva della Soc, Montanari il C.T.U Giorgio Scolaro, relaziona sullo stato.

 2 aprile 1982 Il comando dei Vigili del fuoco suggerisce un’immediata rimozione per motivi di sicurezza.

 6 gennaio1983 L’ASSU Associazione Savonese Studenti Universitari si dichiara disponibile a farsi totale carico della manutenzione offrendo un cifra simbolica (….) a condizione che la stessa motonave venga collocata su solido e piacevole basamento

14 giugno 1983: Il Sindaco Scardaoni delibera la rimozione o, in alternativa, la demolizione del Costa del Sol. (ordinanza n° 1030)
28 giugno 1983 Mylonadis ricorre al Tar contro il provvedimento precedente, chiedendone l’annullamento.

30 ago 1986 Il disuso dello scalo suscita le proteste degli operatori della zona portuale che ne sollecitano la rimozione.

14 settembre 1987 La Prefettura comunica che l’E.A.P. in accordo col Comune di Savona ha dichiarato la propria disponibilità agli interventi di competenza per il varo della nave, previa attestato di galleggiabilità,
21 settembre 1987 La Capitaneria di porto di Sv riscontra che “ la nave non è in condizioni di navigare”

11 marzo 1988 Il Comune di Savona delibera la nomina di 3 periti che in data 18 maggio 1988, accertino quale provvedimento debba essere eseguito (rimozione-demolizione)

15 settembre 1988 Dall’Avv. Rizzuto vengono avanzate ad Enti diversi richieste di danni con conseguente programmazione per la ripresa in mare.
 20 marzo 1989 Il Comune comunica al Min. Affari Esteri-al Tribunale di Genova, alla prefettura di Sv e all’Ente Autonomo del porto : “che l’unica soluzione possibile è la demolizione…in quanto le condizioni della nave ne rendono impossibile il varo”
 4 novembre 1991 Nella notte fra il 3 e il 4 muore Mylonadis stroncato da un infarto. Soffriva già da tempo di problemi circolatori.Viene seppellito nell’area 31 del Cimitero Ortodosso di Staglieno- Genova
6 novembre 1991 Relazione dei tecnici del Comune di Savona attestano il grave stato di abbandono e pericolosità del “Costa del Sol”
Dicembre 1991 Il Comune di Savona chiede al Pretore di Savona la nomina di un curatore dell’eredità giacente del Mylonadis

13 Febbraio 1992 Lo studio Legale Rizzuto avanza al Comune di Savona l’ipotesi di vendita della nave “come sta e giace”
14 Febbraio 1992 L’Ente autonomo del porto sollecita per motivi di sicurezza, un immediato intervento del Sindaco e del Prefetto di Savona.

25 Febbraio 1992 Il Comune di Savona determina di procedere per la demolizione .
5 maggio 1992 Un improvviso incendio sviluppatosi, (appiccato) sul Costa del Sol, viene estinto grazie ad un sollecito intervento dei VVFF.

9 luglio 1992 La Soprintendenza per i beni storici e artistici (Dott. Giovanna Rotondi Terminiello) propone che il Brigantino-goletta “Costa del Sol” “venga riconosciuto di interesse storico artistico particolarmente importante, proponendone il vincolo.
22 Luglio 1992 Dal Settore Lavori pubblici del Comune di Sv viene effettuato sopralluogo e “attesa l’oggettiva insostenibilità della situazione… si resta in attesa di urgentissime determinazioni in merito”

23 Luglio 1992 La Sovrintendenza blocca la demolizione.
8 agosto 1992 Il Ministero della Marina Mercantile sostiene la non rilevanza storico-artistica del Brigantino
19 agosto 1992 Si avanzano ipotesi sull’utilizzo. Sistemazione in qualche piazza: Davanti alla Torre del Brandale o in prossimità della piscina di Corso Colombo, dentro una vasca di cemento (?) come se stesse navigando…. Primi Ostacoli : costi per il trasporto e la manutenzione …
4 dicembre 1992: Viene indetta gara d’appalto per la demolizione. Vengono presentate offerte che superano i preventivati costi per la restaurazione
14 settembre 1993 Interpellanza della Giunta Municipale per immediati interventi.

14 aprile 1994 ore 02 Brucia il Costa del Sol

Questo per quello che riguarda la cronologia storica del brigantino. Ma il suo rapporto con la città di Savona?

Il viaggio, il mare la ricerca. Il Comandante Stavros fino all’ultimo ha creduto di poter riprendere il mare. Confidava, forse, che Savona lo capisse, lo aiutasse, città che vive sul mare da sempre.
Una possibilità negata al Comandante, alla città.
Riprendere il viaggio del Brigantino, ricordandone la storia, potrebbe essere un’opportunità.
Per capire Savona, affacciata sul mare, chiusa ai propri sogni…

fine prima parte

Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. Mark Twain

Continua II° parte

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