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Le relazioni pericolose

Posted by on Mar 4, 2014 in I Miei Libri | 2 comments

Le relazioni pericolose

Trama

Romanzo epistolare, connotato in un un imprecisato anno del 1700,  ambientato a Parigi e nella campagna circostante dalla trama intricata dai fini corrotti dei personaggi principali.
La marchesa di Meteuil, annoiata aristocratica tesse intrighi amorosi per noia e perfidia.
Vuole vendicarsi di un suo ex amante che l’aveva tradita con la sua intendessa, il conte di Gercourt.
Questi ha deciso di sposare una ingenua e casta quindicenne appena uscita dal convento, Cécile di Volanges, ma prima di chiedere la mano alla giovane è dovuto recarsi in Corsica insieme al suo reggimento. Così la squallida marchesa pianifica di far innamorare la giovane con il dolce e romantico cavaliere Danceny affinché essa arrivi al matrimonio non più vergine e tradisca il consorte col cavaliere rovinandone la reputazione.
Pensa di coinvolgere nel gioco perverso un altro suo ex amante e amico: il visconte di Valmont, infido e incallito libertino, il quale “ falso e pericoloso più di quanto non sia amabile e affascinante, mai, sin dalla prima giovinezza ha fatto un passo o detto una parola senza avere uno scopo; e non ha mai avuto uno scopo che non fosse disonesto o criminale”.
Il visconte si trova in campagna da una sua vecchia zia, Madame de Rosemonde, impegnato a sedurre la giovane e bella presidentessa Tourvel, moglie fedele e virtuosa di un giudice lontano per lavoro. E’ proprio l’irragiungibilità della donna a scatenare il Visconte.
L’impresa si presenta più difficile del previsto, in quanto la virtuosa presidentessa lo evita, spinta dai consigli dell’austera Madame de Volanges, madre di Cécile. Così Valmont per vendicarsi di tale donna, decide di assecondare la marchesa de Meteuil nella sua vendetta. Ma degli avvenimenti particolari porteranno a inaspettati colpi di scena…

Incipit libro

 

 

 

L’uomo gode della felicità che prova, e la donna di quella che procura. Questa differenza così essenziale, eppure così poco considerata, ha tuttavia una sensibile influenza sulle tonalità della loro condotta reciproca. Il piacere dell’uomo è soddisfare dei desideri, quello dell’altra è soprattutto farli nascere. Piacere è per l’uomo solo uno strumento del successo, mentre per lei è il successo stesso. E la civetteria, così spesso rimproverata alle donne, non è altro che l’abuso di questo modo di sentire, e la dimostrazione della sua realtà.
Una delle tante considerazioni (in questo caso della saggia Madame de Rosemonde) che sono le perle di saggezza nella stupenda e magnifica opera di Pierre Choderlos de Laclos ( 1741-1803).

 

La struttura del romanzo si basa sullo scambio di lettere tra i suoi personaggi.
Leggendolo, li immagino chini sui loro secretaire d’ebano o altri legni pregiati, scrivere lettere per incontrarsi, lettere scandalose… lettere per celarne altre….
Ma è davvero così lontano da noi tutto questo?
Sostituiamo le lettere con i messaggi su facebook e gli sms ….
Scrivere una lettera è un atto molto intimo, forse per questo l’autore ha scelto questa chiave narrativa. Entriamo così in contatto con l’interiorità più profonda di ciascuno dei personaggi.
La Marchesa è infida e fredda come un rettile. Crede di vivere liberamente l’amore, ma non esiste amore in nessuno dei suoi pensieri e gesti. Nemmeno per se stessa. Mostra al mondo una facciata di maniere gentili e aristocratiche, oddio!!! dicono i suoi occhi dietro il ventaglio spiegato in un gesto, la volgarità delle maniere mal di addice ad una signora come me!
La Marchesa odia la volgarità essendo essa stessa oscena nell’animo. Ha paura di vedersi riflessa in tali maniere.
Tiene ben nascosta la sua vera natura allo scopo di manipolare il prossimo per trarne crudele divertimento.
Un sollazzo per la sua assenza di anima, a colmare il nero, il vuoto dentro di lei.
Valmont, che mai nella vita ha agito senza un preciso scopo, sembra tuttavia non possedere l’anima nera della Marchesa.
Forse è solo schiavo dei suoi istinti e debole di fronte alla capacità manipolativa della donna.
Incapace di uscire dal ruolo attribuitogli dalla Marchesa, pigro e indolente come il vero damerino settecentesco.
Cerca conferme del suo essere uomo nelle facili conquiste della corte francese, dove tutti giocano all’amore illusi di viverlo.
L’incontro con M.me de Tourvel potrebbe essere l’occasione per smettere di confermare l’immagine distorta che ha di lui la Marchesa, stupendola e stupendo se stesso.
Ma non  sa riconoscere la possibilità offertagli dal destino, se non quando ormai tutto è inutile.

Cecilia e Danceny, ingenui all’inverosimile, possiedono il lato umano che manca del tutto nella Marchesa e nel Visconte.
Madame de Tourvel….crede in Valmont, incapace di vedere il male nell’uomo di cui è innamorata.
Esce pulita dal confronto con Valmont e la Marchesa. Inconsapevole pedina, che spiazza i loro giochi con la verità e la purezza dei sentimenti.
Madame de Volanges. I suoi consigli nulla possono di fronte alla passione amorosa di Madame de Tourvel per Valmont…forse …la saggia bigotta donna non ha mai conosciuto la passione. Come puo’ dare consigli a M.me de Tourvel ?
Estremi, i personaggi del romanzo.
Troppo cattivi, troppo ingenui, o troppo grigi.
De Laclos vuole, connotandoli così precisamente, porli in contrasto attraverso le lettere, raggiungendo momenti di poesia pura.
Si muovono sullo sfondo di un periodo storico, il Settecento francese in cui l’aristocrazia, pur di non prendere atto dei cambiamenti del mondo, si dedicava a passatempi senza senso alcuno, senza rispetto dell’individuo, senza veramente voler conoscere l’essenza dell’amore. Animati solo dal terrore della noia.
In nome di un cinismo ostentato e vissuto come un saper vivere che li elevasse dalle classi considerate inferiori.
Ipocriti , convinti fautori del …si fa ma non si dice…corrotti nell’animo, moralisti di facciata.
Mi viene alla mente “La grande bellezza “ di Sorrentino.
La corte francese del Settecento, le corti dei potenti del nostro tempo.
La decadenza morale di una società parte da coloro che dovrebbero governarla.
Madame de Tourvel è il personaggio che ho amato di più. Non cede banalmente alle lusinghe di Valmont.
Ne uscirebbe a sua volta corrotta se così fosse.
Si innamora dell’uomo entrando in contatto con la propria umanità.
Sembra farsi sopraffare ma domina con la sua purezza su tutti i personaggi del romanzo.
Esistono eccome ancora oggi i personaggi descritti nel libro!
Ma mi piace pensare che Madame de Tourvel di oggi saprebbe trarre forza dalla conoscenza di se stessa offertale dall’amore per Valmont e si comporterebbe credendo nei suoi sentimenti, nella sua forza e nelle sue qualità di donna per creare qualcosa di veramente bello sopra il grigio squallore di una società corrotta.

Baudelaire disse di quest’opera che, se brucia, brucia alla maniera del ghiaccio.

 

Una curiosità

Le  note del compilatore e dell’editore nel frontespizio della prima edizione delle Liasons ribadiscono incessantemente:
” Lettere raccolte in una Società, e pubblicate, per l’istruzione di qualche altra. “

Meraviglioso il film tratto dal romanzo diretto da Stephen Frears e con un cast strepitoso.

 

Da leggere perchè

Se pensi che la decadenza di una società influisca sugli individui.
Solo chi non smette di sperare nella bellezza, quella vera, vive al di sopra delle sue bassezze.
Senza giudicarle.

(4 / 5)

 

Se vedi le Marchese di Meteuil, i Visconti di Valmont ancora attuali personaggi alle corti dei nostri potenti.

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2 Comments

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  1. emilio

    Non ho letto il libro, anche se da qualche parte devo averlo, ma ho visto DUE film tratti dallo stesso, uno più delicato e uno un po’ più hollywoodiano. Quello che più mi ha colpito è il diverso modo di amare tra uomo e donna, ben ricordato a inizio recensione.

    • Lu

      Ciao Emilio! Grazie per la tua attenzione e per il commento su un libro complesso e affascinante come il rapporto uomo donna. Certo, è questo alla base del romanzo. Sempre attuale, in quanto il rapporto tra i sessi non puo’ prescindere dal contesto sociale e storico. Crediamo oggi di avere compiuto passi avanti, ma a mio avviso la strada è ancora molto lunga. E i condizionamenti della società e del momento in cui viviamo non aiutano. Potremmo usare le esperienze per comprendere ed evolverci. Utopia?

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