Fuggendo dalla pressa mediatica

Maria Grazia Toni: come si pronuncia Teatro in Savonese

Posted by on Apr 20, 2016 in Intorno a noi | 0 comments

Maria Grazia Toni: come si pronuncia Teatro in Savonese

Uscire la sera per andare a Teatro. Evoca immagini soffuse e sofisticate.
Si fa buio in platea.
Il sipario si apre e una figura di donna discreta ed elegante si fa sul proscenio…è Maria Grazia Toni.

Signora Maria Grazia, da dove cominciamo?

Dalla dizione, se non le dispiace!
Nel 1977 mi sono affacciata al mondo del Teatro savonese e i corsi di dizione erano una novità. Pochi sanno che la nostra grammatica comprende ortofrafia e ortoepia.
L’ortoepia riguarda la pronuncia esatta delle parole italiane.
E quasi nessun insegnante le dà il giusto rilievo.
In Italia ogni Regione ha il suo dialetto e la nostra lingua è soggetta alle varie inflessioni.
Ho iniziato con Carla Petrini, formatasi all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. E in Accademia, la dizione giusta della nostra lingua e una delle basi dell’insegnamento!
Tutti si stupiscono dell’esistenza dell’ortoepia, non immaginando nemmeno la sua esistenza!
Alcuni ne sono piacevolmente sorpresi, hanno trovano difficoltà a praticarla.

Quale importanza riveste l’ortoepia nello studio della nostra lingua e nel Teatro?

L’ortoepia è come lo spartito sul quale studiare la musicalità della nostra lingua, dove al posto di note e accordi troviamo gli accenti!
L’italiano viene mortificato dalle inflessioni dialettali, per quanto possano risultare caratteristiche, piacevoli o divertenti!
Ma è l’italiano la nostra lingua madre! Definisce l’appartenenza al nostro Paese, all’essere Italiani, oltre che genovesi o romani, ad esempio!
Trovo coinvolgente riconoscersi tutti nella sua musicalità!
Assistendo magari ad una rappresentazione teatrale.
Il nostro Italiano nasce con l’Unità d’Italia.
Fu il Manzoni che, scrivendo “I Promessi Sposi”, il capolavoro della nostra letteratura che racconta la Storia del nostro Paese ( e trovo oggi più che mai d’attualità), volle usare una lingua nella quale tutti potessero riconoscersi.
E’ nota a tutti, immagino, la sua frase: ” Ho sciacquato i panni in Arno”.
Frase con la quale definì la sua scelta del fiorentino colto come lingua veicolare per il suo romanzo.

Dalla cura della dizione alla recitazione. Come è avvenuto?

Su richiesta dei partecipanti ai miei corsi, che ho sempre tenuto per l’Unitre di Savona.
Volevano dare una motivazione in più alle loro conoscenze ortoepiche.
Abbiamo iniziato con piccole rappresentazioni, per misurarci in seguito con copioni molto più complessi.

Tra i suoi corsisti, qualcuno è riuscito a trasformare la passione per il Teatro in professionismo?

Sandro Palmieri e Paola Bigatto.
Sandro Palmieri divenne, dopo aver frequentato i miei corsi di dizione, allievo dell’Accademia Silvio d’Amico.
Paola Bigatto, invece, seguì la Scuola di Giorgio Strehler a Milano, ed ora insegna oltre che continuare a recitare.
Per molti anni ho lavorato con Elio Berti, prima ancora che fondasse in Savona il suo Timoteo Teatro.
Riguardo alla nostra collaborazione, ricordo con particolare piacere il testo “Speriamo che sia Femmina” ( testo tratto dal celebre film di Monicelli che vinse il David di Donatello nel 1986 come miglior film).
Lo rappresentammo con successo al Teatro Chiabrera nel 1999.

Signora Maria Grazia, la sua per il Teatro è una passione nata quasi per caso e dura da molti anni. Perché?

E’ più giusto dire che in realtà sono stata folgorata all’età di nove anni dal “fuoco artistico”!
Assistendo alla rappresentazione di “Piccola Città” di Torton Wilder al Teatro Chiabrera.
Ero insieme a mio padre che amava l’arte in tutte le sue manifestazioni.
Ho provato un’emozione tanto intensa che ancora mi porto dentro!
I corsi di dizione trasformatisi in percorsi teatrali sono stati per me un modo di realizzare il mio sogno!

Per lei l’arte che ruolo riveste nella nostra vita e nella nostra formazione di individui?

Riveste un ruolo essenziale, per me!
L’arte ci permette una visione distaccata, come se volassimo in alto sulla realtà della vita.
Che non è freddezza o giudizio.
Ma semplicemente osservare, assistendo ad esempio ad un’opera teatrale, le emozioni che sono proprie di noi esseri umani.
Anche se, così facendo, comprendiamo quanto invece non appartenga a tutti questo privilegio!
Saper provare un’emozione, darle un nome e viverla arricchendosi umanamente non è esperienza da tutti!
Cito a questo proposito, proprio una battuta dell’opera teatrale che ha colpito la mia immaginazione di bambina, “La Piccola Città” di Wilder.
Uno dei personaggio domanda:
– C’è qualcuno che comprende la vita mentre la sta vivendo? –
E la risposta:
– “I poeti e i Santi…forse! –
Definisce come, se restiamo immersi nella vita privi di una visione dall’alto che potrebbe aprirci invece l’Arte, perdiamo la consapevolezza dell’attimo che stiamo vivendo.
“Piccola Città” è rimasto  il mio sogno ancora da realizzare!
L’anno in cui avevo deciso di rappresentarlo, già un’altra Compagnia lo aveva in cartellone e rinunciai.
Sono partita da qui, da “Piccola Città”.
E non ho ancora chiuso il cerchio!

Insegnare recitazione ha senso partendo dai primi anni scolastici per la formazione degli individui?

Sono a conoscenza di iniziative in questo senso presso alcune Scuole savonesi.
Che io sappia, nel percorso elementare viene curato più il canto.
Ad iniziare dalle Scuole Medie, per proseguire elle superiori, sono presenti realtà in cui, la Teatro, viene dato spazio nel percorso educativo e formativo.
Questo potrebbe essere d’aiuto, ad esempio, per i giovani molto timidi, in previsione dell’esame di Maturità. Si acquisiscono, così, maggiore scioltezza e sicurezza nell’esposizione!
E considerando che nella vita…” gli esami non finiscono mai…” questo è un aspetto da non sottovalutare!
Concordo con Roberto Saviano, quando afferma che il Teatro è una scuola di vita: in quanto chi fa Teatro impara a rispettare le regole non scritte della comunicazione, nel rispetto dell’interlocutore.
E se dall’esperienza teatrale in ambito scolastico, non escono sicuramente tutti attori come ad esempio Giorgio Albertazzi…pazienza! Puo’ succedere più realisticamente che si formino persone con capacità comunicative di rilievo rispetto alla media.
Che potranno fare la differenza nei contesti sociali in cui si troveranno ad agire.

La realtà teatrale savonese?

Sono attive più di venti Compagnie Teatrali sul nostro territorio.
La cosa che più mi da gioia, è che molti dei loro componenti hanno iniziato il loro percorso insieme a me!
Vedere che hanno spiccato il volo con le ali che ho saputo dare loro, dà un senso ancora più profondo e più vero alla mia passione!

Maria Grazia Toni nasce a Carrara il 3 novembre 1936.
All’età di sei anni, si trasferisce a Savona.
Terminati gli studi umanistici, si dedica all’insegnamento negli Istituti Professionali del Savonese.
Per poi dedicarsi esclusivamente, dal 1977, alla sua passione per il Teatro, collaborando, sino ad oggi, con Joelle Heidl Baricalla nella sua Accademia  dello Spettacolo.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On Instagram