Fuggendo dalla pressa mediatica

Mine vaganti di Ferzan Ozpeteck

Posted by on Feb 5, 2014 in I Miei Film | 0 comments

Mine vaganti di Ferzan Ozpeteck

Mine vaganti è un film del 2010 diretto da Ferzan Özpetek, interpretato da un cast corale, che comprende fra gli altri Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Elena Sofia Ricci, Ilaria Occhini, Nicole Grimaudo, Lunetta Savino, Ennio Fantastichini e Daniele Pecci.

Il film, è scritto da Özpetek con la collaborazione di Ivan Cotroneo.

Trama

Siamo a Lecce dove due fratelli (Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi), figli di un industriale della pasta, cercano di togliersi una maschera indossata da troppo tempo e confessare in famiglia, al padre padrone, la loro omosessualità. Ma non sarà così semplice…..

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Frasi salienti

La mina vagante se n’è andata. Così mi chiamavate, pensando che non vi sentissi. Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani. (La nonna )

Non puoi scegliere chi amare.

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Una famiglia. Concetto complesso e difficile banalizzato da consuetudini, condizionamenti, ipocrisie. Usato per evitare di vedere la realtà della nostra società che sta cambiando e al suo interno la Famiglia come concetto, modello inteso fino ad ora, pare non avere più senso.

Vi si ricorre per difendersi dal nuovo. Roccaforte di valori granitici, statici.

All’apparenza. Ma dietro il muro di difesa alzato dalla madre caricatura della moglie borghese (una splendida Lunetta Savino ) nessuno dei personaggi sembra consapevole delle sue scelte.

Paradossalmente, Ozpetek disegna il gruppo di amici gay di Tommaso come individui veramente felici, risolti nel vivere senza paure la loro omosessualità.

Un tema caro al regista, tramite il quale provoca la riflessione nello spettatore.

Il coming-out di attori e cantanti, personaggi pubblici, è argomento trito e ritrito.

E’ necessario? Lo volevamo sapere? Non è questo l’aspetto importante. E’ un atteggiamento talmente ripetuto sui mass-media da essere diventato quasi un luogo comune.

Fermiamoci e guardiamo attraverso la superficie dello stagno.

Un sasso è stato lanciato, fa rumore e provoca reazioni sopra e sotto la superficie dell’acqua immobile.

I commenti e le critiche al film sono controversi e discordanti. Chi lo ama e chi lo odia.

Il padre e la madre del film, coppia che rientra nello stereotipo della borghesia italiana.

La nonna, sembra più avanti di loro per sensibilità e maturità di sentimenti; viene solo da chiedersi come ha fatto una così bella mina vagante ad educare un simile figlio…ma forse questo rende più umano un personaggio altrimenti troppo idealizzato.

L’amore, quello vero, sembra esistere solo tra le coppie fuori dalle istituzioni, dalle convenzioni, dai rituali cari alla nostra società : la nonna e il cognato, Tommaso e Marco, Antonio e Michele:

Ci hai mai tenuto a una persona come si tiene a un braccio tuo o a una gamba tua? Perché se no non puoi capire tutto quello che ho fatto… Io così ci tengo a Michele: come a questa mano.
(Antonio)

Ozpetek usa i luoghi comuni, la provocazione allo spettatore, anche la caricatura per rendere leggero un tema che altrimenti risulterebbe un sermone sulla morale e la moralità, per indurci ad osservare con sguardo più attento, i mutamenti della società in cui viviamo.

E noi insieme a loro.

Ma ce ne accorgiamo, siamo consapevoli del mutamento, ne prendiamo parte attiva o lo subiamo spaventati e stupiti come dell’esplosione di una mina vagante?

La scena in cui Lunetta Savino parla di una certa…spiaggia libera…vale tutto il film!

Da vedere perchè

Per pensare divertendosi

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Se non ti spaventano le mine vaganti….o lo sei anche tu?

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