Fuggendo dalla pressa mediatica

Nostalgia Social

Posted by on Apr 9, 2014 in Media | 0 comments

Nostalgia Social

Un pomeriggio d’inverno.
La cornice della finestra mostra il quadro di tetti, colline, strade del quartiere dove abito.
I pensieri si perdono in altri inverni, uguali nel paesaggio diversi nella vita che lo circonda.

Il ragazzo che passa ora nella strada, non aveva in mano il cellulare che costringe il ragazzo di adesso a camminare con la testa china.
Le prime ore del pomeriggio popolate di ragazzi e ragazze che si avviavano camminando in gruppi colorati verso il centro, sono sostituite da un silenzioso deserto di case e strade.
Scorrendo la mia home….spuntano  link che chiamano a raccolta coloro che hanno condiviso, in passato, la frequentazione di un locale, l’amicizia con un personaggio popolare di un quartiere…
Noi che…iniziano tutti.
Visto che davanti a noi non esiste più nulla (o abbiamo paura di guardare ) meglio voltarsi indietro e rivedere note, rassicuranti immagini.
Ci riportano a momenti vissuti e superati dei quali conosciamo ogni dettaglio.

 

Siccome abbiamo deciso che non sappiamo che fare oggi per il nostro futuro, ci piace tanto ripercorrere con la mente i modi in cui abbiamo vissuto sinora.

Immagini ora scorrono sui vetri della finestra.
Ricordi dapprima sfumati, assumono piano piano colori più nitidi.

I ragazzi che formavano le bande in cui era suddivisa l’amicizia nel Quartiere.
Le loro camicie psichedeliche, infilate in strettissimi pantaloni dai colori assurdi, i lunghi capelli che seguivano il movimento della testa mentre si voltavano a controllare di non essere rincorsi.

Tonino, il capobanda della zona alta, mi aveva aspettata una sera, all’uscita delle prove del coro.
Prendendomi per mano, riaccompagnandomi a casa, per stabilire che ero la sua ragazza.
I ragazzi della zona del quartiere in cui abitavo, lo seguivano con lo sguardo fermi in piccoli gruppi sulle porte dei bar.

L’indomani, domenica. Aspettavo di vederlo nella piazzetta sotto casa prima di scendere.

Ero alla finestra, e mi allontanavo non scorgendolo finchè…eccolo, nel suo montgomery blu, i capelli biondi danzanti, lo sguardo da sotto in su, come se sapesse che ero lì ad aspettarlo.

Improvvisi intorno a lui, Lino e gli altri.
Calci, pugni, insulti…corro velocissima per le scale, sono in ginocchio accanto a lui ormai a terra…
-Tonino! Che ti hanno fatto!- Accarezzandolo per la prima volta
– Hanno fatto quello che farei io se un ragazzo del tuo quartiere uscisse con una ragazza del mio-

Si rialzò, mi prese per mano e mi sorrise.

I contorni sfumano riaffiorano i colori del il presente.
Il ragazzo nella strada digita furiosamente sulla tastiera del telefonino.
Sorrido mentre penso …sì! sapevo che Tonino mi avrebbe presa per mano, come lui sapeva di poterlo fare, senza che tra noi fosse scorsa una sola parola.

Il ragazzo legge attento il cellulare.
Si ferma, smarrito.
Istintivo il gesto di guardarsi intorno, dove i suoi occhi non vedono che case e strade deserte.
Scenderei in strada accanto a lui, e gli racconterei come era bella l’amicizia dei ragazzi delle bande.
Insieme, condividendo un’esperienza un po’ bambina, crescevano credendo in un’appartenenza, alle sue regole non scritte ma sentite profondamente nell’animo di ognuno di loro.
Nel rispetto anche degli avversari.

E’ immobile sul marciapiede ora, il ragazzo a me sconosciuto ma di cui riconosco ogni emozione.
Spegne il telefonino, mettendolo lentamente in tasca del giubbotto.
Fermo sul marciapiede, sembra in cerca di un punto preciso verso il quale dirigersi.
Nell’istante in cui mi chiedo dove sarà il punto, il momento preciso in cui Noi che… ci siamo smarriti perdendolo, il ragazzo in strada guarda verso la mia finestra.
Sarà lui a ritrovarlo per noi?

Lo sguardo rivolto indietro dalla Nostalgia Social, forse, altro non è che la ricerca di quel punto smarrito.
Quella speranza un po’ ingenua forse, ma tanto potente, con la quale credevamo nei nostri sogni.
La voglia di crederci…ADESSO!

E forse…

Noi che eravamo…
Diventerebbe…
Noi che vogliamo, possiamo …provare a far vivere i  nostri sogni!

 

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Camminare guardando indietro ci fa perdere la visione del presente che apre il futuro

 

 

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