Fuggendo dalla pressa mediatica

The libertine

Posted by on Apr 11, 2014 in I Miei Film | 0 comments

The libertine

The libertine

 

Sono  John Wilmot, il secondo conte di Rochester, e non ho alcuna intenzione di piacervi.

 

Trama
Inghilterra, XVII secolo. John Wilmot, secondo conte di Rochester, rinchiuso nella Torre di Londra per aver offeso il re Carlo II con le sue poesie, è richiamato a corte dallo stesso sovrano allo scopo di risollevare il prestigio internazionale della nazione nella quale i cittadini sono dediti soltanto ai vizi e alle passioni.

Di cui il conte è il primo rappresentante esperto, come ammette egli stesso, nelle tre più importanti occupazioni del suo tempo: la scrittura di versi, lo svuotamento di bottiglie ed il riempimento di fanciulle.

La sua raffinatezza e genialità nel comporre opere poetiche, non avrà mai il successo che merita, tanto l’uomo è dedito ai piaceri. Il Re lo incarica di progettare e dirigere un sontuoso spettacolo teatrale per mostrare la bellezza dell’Inghilterra al re di Francia, una vera e propria epopea al Regno di Carlo II. John, frequentando i teatri, si interessa alla carriera di un’attrice emergente: Elizabeth Barry, detta Lizzie, per il cui amore e successivo abbandono cadde definitivamente in rovina.

Nelle sue intenzioni, Lizzie deve diventare la più popolare attrice di teatro di Londra, cosa che, a dispetto delle aspettative dei suoi compagni, gli riesce.
Quando arriva il giorno della prima dell’opera commissionata da Carlo II, di fronte ad un ambasciatore venuto direttamente da Parigi, il re ed il pubblico tutto si aspetta un grande successo: John, invece, propone una sorta di parodia pornografica che mostra apertamente la reale situazione della città in quel tempo.

La brusca interruzione dell’opera costringe il Conte a darsi per 6 mesi alla macchia per sfuggire all’ira del re.
Il quale ,dopo aver riposto in lui sua fiducia e attenzioni, decide di non ucciderlo, condannandolo a vivere fino all’ultimo il poco tempo che gli rimane (John è malato di sifilide).

John, ormai debilitato dalla malattia decide, in punto di morte, di fare ammenda pubblicamente dai suoi peccati. Si converte al cristianesimo, dichiara il suo amore a Lizzie che gli ha dato una figlia, ed aiuta il re, forse per far sì che alla sua morte rimanga non solo il ricordo del suo essere un libertino, ad ottenere dal Parlamento i voti necessari affinché una legge contro lo stesso sovrano non venga approvata .

Infine muore tra le braccia della moglie Elizabeth.
La donna nonostante l’amore di John non fosse più per lei, è rimasta vicino al poeta lungo tutta la sua vita, come unica figura a cui aggrapparsi alla fine della propria esistenza.

 

Spudoratamente dichiarato vive il suo modo di essere senza nascondersi dietro ipocrite facciate di perbenismo.
Sente profondamente il suo Tempo, il Conte, un Tempo di passaggio dall’uomo antico al nuovo, schiavo dei vizi della Società moderna.
Ma con il coraggio di viverli pienamente alla luce del sole.
Un personaggio contraddittorio,colpisce per la spietata sincerità rivolta al mondo in cui vive, ma anche a se stesso.

 Estremamente provocatorio, contro la sua epoca, le esitazioni del Re le inutili  guerre…paga in prima persona il suo modo di vivere.

 

Geniale la scelta del regista di non offrirci la solita Inghilterra patinata e bucolica dei romanzi della Austen, tutta pervasa da buoni sentimenti, pulitina…no, qui c’è il fango, il buio, la pioggia le candele illuminano a malapena le stanze…metafora della decadenza morale della tristezza in cui il personaggio di John vive, contagiato suo malgrado dal disfacimento della classe sociale a cui appartiene.

 

 Lascia un commento

 

  Pensi che il tema trattato nel film sia attuale ? 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti potrebbe interessare anche:

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On Instagram