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Tradizioni e continuità : La Processione del Venerdì Santo a Savona

Posted by on Mar 21, 2018 in In Evidenza, Intorno a noi | 0 comments

Tradizioni e continuità : La Processione del Venerdì Santo a Savona

Le tradizioni hanno ancora un ruolo nella nostra vita?
Si sono magari evolute, ma permangono in questo nostro presente che sembra aver azzerato ogni senso di appartenenza in nome di un’omologazione che sa di appiattimento.
La tradizione è, delle volte, intesa come un’ampia schiera di vecchie credenze, pratiche ed usanze tramandate di generazione in generazione.
Il suo evolversi significa, oggi, dare la giusta importanza alla tradizione, perché coinvolge e accomuna le persone, in quanto per sua stessa natura è collettiva.
Sociale, termine oggi tanto usato e abusato.
Le tradizioni hanno dei custodi, come gli storici, o più semplicemente, i cittadini depositari dei riti di un evento che periodicamente coinvolge un’intera città. Suscitando emozioni negli individui, esalta il senso di consapevolezza delle proprie origini, e di conseguenza, di sé stessi.
A Savona, i custodi della nostra tradizione più sentita, sono le Confraternite che ogni due anni  pari, celebrano la Processione del Venerdì Santo, che si snoda tra le vie, in mezzo ad ali di folla.
Sono i portatori delle Casse, vere opere d’arte raffiguranti i passaggi della Passione di Cristo, portate a spalla come accade dalla prima Processione.
Sono le coriste e i coristi che, al seguito di ciascuna Cassa, cantano i “mottetti” brani  di musica sacra composti per la Pasqua.

Nei giorni che precedono il periodo pasquale, la gente di Savona nonostante  i tentativi della società che ci circonda, di sradicarla dal suo passato, mostra, oggi più che mai, un forte desiderio di recuperare i valori tradizionali.
Dimostrando l’importanza che rivestono nella continuità nel Tempo, delle sue tradizioni.
Attraverso la  trasmissione di credenze particolari, di gesti, di valori nei quali si aggregano, si riconoscono.
Dimostrando che gli oggetti materiali e le credenze, le immagini e le abitudini, le pratiche e le istituzioni, possono essere tramandate.
E questo stesso gesto della loro consegna alle generazioni future costituisce una tradizione.

Anche io voglio offrire il mio contributo per fare conoscere la nostra Processione.
Parlandone nei suoi aspetti più sacri. E anche dal punto di vista di chi vi partecipa.

La Processione del Venerdì Santo di Savona è un antico rito della tradizione cristiana che risale al Medioevo, ovvero all’epoca dei flagellanti, sette religiose che si dedicavano alla pubblica mortificazione del corpo come mezzo espiatore dei peccati.

 

Fa parte di uno dei riti collettivi che hanno attraversato tutte le epoche.
La particolarità della Processione è nella sua costante continuità, vissuta, partecipata, dagli abitanti di Savona.
Una risposta corale ad un momento particolare dell’Anno. La Pasqua. La celebrazione della morte e della rinascita della natura, il cui significato si espande oltre i confini religiosi.
In un tempo in cui gli uomini si affidavano all’osservazione della Natura, dei suoi cicli, anche attraverso le fasi lunari.
La data della Pasqua, è semplicemente la domenica dopo il primo plenilunio dall’Equinozio di primavera.
Un legame arcaico con le antiche cerimonie propiziatorie della fecondità della Terra.
Anche uno dei suoi simboli, oggi magari banalizzato dagli intenti commerciali, l’uovo, richiama l’idea della fertilità della Madre Terra.
La Pasqua, non è solo la festa della Resurrezione in senso religioso.
E’ anche la festa della rinascita, del risveglio, della trasformazione e della vita in tutti i suoi molteplici aspetti. Un’occasione di gioia e ringraziamento per il benessere e i frutti che la terra vorrà donare nei mesi successivi.

Si svolge ogni due anni, negli anni pari. Prende il via il Venerdì Santo all’imbrunire.

52A - La deposizione nel Sepolcro

La Deposizione nel Sepolcro

Parte dalla Cattedrale di Savona e si conclude dopo un percorso di circa un chilometro e mezzo in piazza Sisto IV.

Durante la processione le casse, gruppi scultorei pesanti da 500 ai 1800 kg, vengono portate a spalla dai Confratelli, che sfilano accompagnati da canti di mottetti sacri che furono composti per l’occasione, in una scenografica processione notturna, tra le più grandiose rappresentazioni della via Crucis in Italia.

Si articola in stazioni, scandite dai Capocassa che guidano le 15 casse lignee delle 6 Confraternite Savonesi.

LE CASSE

3 - Promessa del Redentore 2013-03-28 054A

Promessa del Redentore

Le “casse” sono imponenti gruppi scultorei in legno policromo, scolpite in epoche diverse, e hanno quindi stili scultorei differenti, raffigurano le diverse tappe dei Misteri della Passione di Cristo .

21 - Il bacio di Giuda  DSCF0095AC

Il Bacio di Giuda

Le più antiche e la più recente appartengono alla confraternita dei Santi Pietro e Caterina, “La Flagellazione” e “Cristo cade sotto la croce” sono giunte  a Savona da Napoli nel 1623, “Ecce Homo”, è stata realizzata nel 1978 dalla scultrice savonese Renata Cuneo, in sostituzione di una cassa seicentesca andata perduta durante il secondo conflitto mondiale.

13 - L'orazione nell'orto

L’Orazione nell’Orto

L’ordine delle quindici casse processionali lignee è il seguente:

  1. La Promessa del Redentore, di Filippo Martinengo (1777)
  2. L’Annunciazione, di Anton Maria Maragliano (1717 circa)
  3. L’orazione nell’orto, attribuita ad Anton Maria Maragliano (1728)
  4. Il bacio di Giuda, di Giuseppe Runggaldier (1926)
  5. Gesù legato alla colonna, di ignoto genovese (1728)
  6. La Flagellazione, di scuola napoletana (acquistata nel 1623)
  7. L’incoronazione di spine, di Anton Maria Maragliano (1710)
  8. Ecce Homo, di Renata Cuneo (1978)
  9. Cristo cade sotto la croce, di scuola napoletana (acquistata nel 1623)
  10. Cristo spirante, di Anton Maria Maragliano (1728 circa)
  11. Cristo morto in croce, di scuola romana (XVII secolo)
  12. La deposizione dalla croce, di Filippo Martinengo (1793)
  13. La pietà, di Stefano Murialdo (1833)
  14. La deposizione nel Sepolcro, di Antonio Brilla
  15. L’Addolorata, di Filippo Martinengo.

LE CONFRATERNITE

9BB - Promessa del Redentore 2013-03-28 063A

Promessa del Redentore

Le confraternite della diocesi di  Savona sono 6:

Confraternita di San Domenico e del Cristo Risorto
Confraternita di Nostra Signora del Castello
Confraternita dei Santi Giovanni Battista Evangelista e Petronilla
Confraternita dei Santi Pietro e Caterina
Confraternita dei Santi Agostino e Monica
Confraternita della SS. Trinità

GLI ORATORI: RELIGIONE E LAICITÀ

51A - La Pietà 2013-03-28 021B

La Pietà

Gli Oratori, sono le sedi delle Confraternite dove vengono custodite le “casse” processionali del Venerdì Santo.

Un tempo negli oratori i Confratelli si riunivano per pregare e per compiere atti di pubblica assistenza e penitenza, oggi sono  sedi laiche che accolgono anche cittadini atei e di ogni credo religioso, uniti dal comune intento di mantenere una tradizione mistica e arcaica, che appartiene alla comunità Savonese.

Oratorio della Confraternita di San Domenico e del Cristo Risorto
Situato in via Pia. L’Oratorio custodisce due casse processionali:
“L’ Annunciazione” e la “La deposizione nel sepolcro” .
Oratorio della Confraternita di Nostra Signora del Castello
Situato in via Manzoni. L’Oratorio custodisce tre casse processionali:
“Cristo morto in croce”, “La deposizione dalla croce” e la “La Pietà”.
Oratorio della Confraternita dei Santi Giovanni Battista, Evangelista e Petronilla
Situato in via Guidobono. L’Oratorio custodisce quattro casse processionali:
“La promessa del Redentore”, “Cristo legato al palo”, “L’orazione nell’orto” e il
“Cristo spirante in croce”.
Oratorio della Confraternita dei Santi Pietro e Caterina
Situato in via Dei Mille. L’Oratorio custodisce tre casse processionali:
“La flagellazione”, “Cristo cade sotto la croce”, “Ecce Homo”.
Chiesa di Santa Lucia della Confraternita dei Santi Agostino e Monica
Situata in via Santa Lucia. La Chiesa custodisce due casse processionali: “L’Incoronazione di spine” e il  “Il bacio di Giuda”.
Chiesa di N.S. di Consolazione e Santa Rita sede della Confraternita della SS. Trinità
Situata in piazza della Consolazione La chiesa ospita una sola cassa processionale: “L’Addolorata”

I PORTATORI

12 - L'Annunziata (particolare) DSCF0129A

L’Annunziata (particolare)

Un tempo, erano i camalli ( termine dialettale con il quale si indicano gli scaricatori del porto) gli addetti al trasporto delle casse. Oggi sono i cittadini savonesi iscritti alle Confraternite.

Indossano una lunga cappa di tela diversa per ciascuna Confraternita. Hanno un cappuccio che un tempo calavano in testa, ma nel 1830 in seguito a gravi episodi di contestazione contro il Regno di Sardegna, venne proibito l’uso del cappuccio sul capo.

Da allora i Confratelli continuano ad indossarlo, piegato ed appoggiato sulle spalle, in segno dell’originario significato di totale anonimato.

DALLA SPONTANEITÀ ALLE REGOLE

Nel medioevo ogni Confraternita aveva la facoltà di uscire per le strade di Savona con una propria processione.

Taluni  anni, in base alle alleanze tra confraternite, la processione prendeva percorsi diversi. Il rito era profondamente sentito dalla cittadinanza e questo creava disordini e tafferugli tra la popolazione.

In età napoleonica, agli inizi dell’Ottocento, l’instabile situazione politica della Repubblica Ligure e la complessità dei riti della Passione resero necessarie regole più rigide sia riguardo l’ordine pubblico sia riguardo l’aspetto religioso,

Le autorità municipali proibirono di tenere più processioni nella stessa sera e un decreto vescovile del 1810 fissò l’ordine delle casse secondo la storia evangelica senza alcuna distinzione tra confraternite, e stabilì orari, percorso.

Seguirono altri regolamenti che ripresero e rafforzarono quanto stabilito dai predecessori.

34 - Cristo cade sotto la croce e viene aiutato dal Cireneo (particolare) 2013-03-29 033A

Cristo cade sotto la croce e viene aiutato dal Cireneo (particolare)

Solo nel 1926 sono state aggiunte alla sfilata due nuove casse: “L’Annunciazione” e il “Bacio di Giuda.

Ai suoi inizi, la Processione era un rito penitenziale, dove la Passione di Cristo era manifestata dal dolore fisico che i figuranti si infliggevano fustigandosi.
Nel corso dei secoli, fu interpretata dalle Casse, sontuoso apparato rappresentativo del “teatro sacro” barocco: espressione, oltre che un’esigenza di culto, dell’ identità dei confratelli che in esso trovano la rappresentazione del loro prestigio all’interno della comunità.
Riunirsi per seguire la Processione è oggi un momento di raccoglimento interiore, condiviso insieme da tutti i Savonesi.
Per ritrovarsi e ritrovare la comune appartenenza ad una città ricca di tradizioni e di Storia.

 

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