Fuggendo dalla pressa mediatica

Vivere di emozioni

Posted by on Mar 14, 2014 in Intorno a noi | 0 comments

Vivere di emozioni

Senza quasi più certezze lavorative o col pensiero fisso a come conservare il lavoro, sembra non abbiamo più tempo per l’amore.

E invece.

Respirando l’incertezza di cui è fatta l’aria in questi nostri giorni, appena riusciamo a parlare tra amici liberi delle zavorre dell’individualismo esasperato….parliamo d’amore!
Emozioni, è la parola che pronunciamo di più.
Pensiamo, scriviamo nei messaggi e condividiamo link sui social, fateci caso, con la parola ben in evidenza.
Le pubblicità sfruttano il momento, e vorrebbero regalare emozioni con l’acquisto (a rate) di un ‘auto o mangiando un gelato.
Emozioni usa e getta, emozioni da consumare in fretta, e buttarsi sulla successiva.
Eh! Sì..come succede con il lavoro…un momento sembravi indispensabile…l’attimo dopo non servi più a niente!
Ma è più forte di noi…( per fortuna! ) vorremmo vivere un sogno, dove siamo i protagonisti insieme all’unica persona per la quale siamo unici. Senza bisogno di meriti o chissà che altro…perchè siamo noi e basta!
L’hanno capito, i guru della comunicazione.
E allora dai giù di emozioni!
E noi dietro, come burattini.
A farci rubare anche l’ultima cosa che si poteva dire non omologata uguale per tutti.
Vorrebbero farci credere che anche in amore si puo’ essere facilmente licenziati, intercambiati, sull’onda di un’emozione, di uno sguardo incrociato per caso.
Sembra a noi di vivere così leggeri, tutti i colori dell’arcobaleno di emozioni!
Senza riflettere.
L’unico colore che resta è il grigio dell’inevitabile ripetersi sempre uguale di una sostituzione dopo l’altra.
Che non porta a nulla di vero e di bello.
Precarie come il lavoro.
Le emozioni.
Acerbe, nell’adolescenza, attraverso la loro splendida devastazione, apprendiamo il lessico dell’amore.
La paura le bloccava alla superficie di fronte all’effetto sentito dentro di noi.
La paura ci faceva passare da una all’altra fino a che….non abbiamo più avuto paura di farle entrare.
Non abbiamo più avuto paura di buttarci a capofitto dentro un’emozione come in un cavallone marino…e l’emozione è diventata…scrivetelo voi…
Provandole conosciamo noi stessi, apprendiamo il nostro valore e il valore che diamo agli altri.
Saperle distinguere, poi, è vera bellezza!
All’interno di una relazione, uno sguardo d’ammirazione da parte di uno sconosciuto regala un’emozione.
Di esistere oltre l’altro.
E si ferma così, lieve come una farfalla su di noi, a ricordarci chi siamo e cosa è veramente importante.
Un ‘effimera sensazione, o le emozioni divenute sentimenti per chi è accanto a noi?
La paura di perdere il lavoro. La paura di reagire con…qualcosa, qualsiasi cosa! A questa paura.
E’ questa la nera, la vera emozione che permea l’aria che respiriamo.
Ammorbando il nostro cuore.
Che non riesce ad andare oltre un’emozione incrociata per caso in uno sguardo, la consuma in fretta prima che fugga via, senza darle valore, identità, nome.
E’ un’emozione, che vuoi di più?
Perchè tutto si equivale. E non finisci di consumare un’emozione che ne esiste pronta subito un’altra.
Sul lavoro, in amore. Non proviamo più noi stessi.
Tanto, finirà…Iniziamo qualcosa vedendone già la fine. Perchè mettermi alla prova, conoscere quanto io possa dare e ricevere, in ogni senso…Perchè se tanto la fine è già stabilita all’inizio?
Avventure.

Sentire l’emozione farsi strada nel nostro cuore e diventare sentimento. Forse è questa la più bella delle avventure !

 

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Se l’unica cosa di cui hai veramente paura…è avere paura!

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